LaboratorioSpettacolo

Guidato da Gesualdi/Trono

“...non ti sei chiesto perché un attimo, simile a tanti del passato, debba farti d'un tratto felice, felice come un dio? Per un attimo il tempo si ferma, e la cosa più banale te la senti nel cuore come se il prima e il dopo non esistessero più. Quell'attimo è un ricordo. E cos'altro è il ricordo se non passione ripetuta. Non puoi pensarla un'esistenza tutta fatta di questi attimi?”

(C. Pavese)

La parola chiave di tutto il lavoro che si svolge durante gli otto giorni del LaboratorioSpettacolo è “onestà”. Ciò che ci spinge è il piacere di vedere per la prima volta il vero volto di tutti quelli che scelgono di dire sì al lavoro e accettano di lasciarsi guardare e di dire ciò che non ha parole ma che le riempie e le fa diventare movimento dentro e fuori il corpo attraverso lo spazio e il tempo. Non esistono trucchi non esistono strategie da mattatore esistono esseri umani che sono in ogni momento in ciò che fanno, a disposizione di se stessi.
Il nostro lavoro ha il tempo dell’ascolto e della nascita, la gestazione del parto e la rinuncia che rende il parto un atto di creazione senza giudizio. La gestazione è la costruzione del silenzio perché solo da questo luogo possono nascere le parole.
Il nostro teatro è nudo come un uomo che non può nulla contro l’onestà del suo bisogno degli altri.
Chi si abbandona al lavoro “accade” come se, privato della coscienza dei propri atti fosse costantemente un attimo indietro rispetto a ciò che fa e fosse costretto a seguirsi e non più a guidarsi, naturale come le lacrime che ac-cadono di per sé. Chi entra nel lavoro varca la soglia oltre la quale il confine del fare si sposta al di sotto della superficie della carne e sprofonda dentro le viscere tra gli organi e scopre che stare fermi in realtà è muoversi molto velocemente e anche riuscire a stare in piedi non è scontato. Avresti mai immaginato di provare fatica a stare fermo?
Non esiste errore esiste la responsabilità delle scelte e l’onestà di renderle atto comune non verso sé ma verso gli altri. Il risultato è la formazione di un attore autore delle proprie scene, e di un gruppo responsabile della creazione collettiva. Lo spettacolo è di tutti e tutti ne fanno dono a chi guarda.
Il lavoro attraversa la relazione Uomo-Attore-Personaggio-Spettatore, struttura necessaria a reggere l’apparato recitativo in scena. Una costruzione ben salda su cui si regge lo spettacolo e la cui forma definisce la poetica nello sguardo dello spettatore. La relazione che lega l’uomo all’attore, l’attore al personaggio, il personaggio allo spettatore e lo spettatore all’uomo, è il filo con cui si tesse la drammaturgia del segno attorale. Il percorso formativo proposto parte dall’indagine sulla natura umana dei singoli partecipanti, attraverso il recupero della memoria fisica di ognuno e del gruppo intero; e confluisce nel lavoro sul coro, contenitore di tutte le dinamiche di relazione in scena. Lo studio attraversa le strutture creative delle danze tradizionali, che naturalmente portano l’attore a convogliare tutto il corpo nello zero pieno che passa tra l’impulso ad agire e l’azione in sé, essere quell’istante e renderlo lungo, lento a sufficienza per riconoscerlo e farlo conoscere.
Al movimento si intreccia il canto, elemento naturale e primordiale di comunicazione, e la parola scardinata scomposta cantata “ri-suonata”.
Questi elementi si traducono in strumenti necessari al lavoro dell’attore-autore, alla costruzione del proprio personaggio, conferendo quadrimensionalità (uomo/attore/personaggio/spettatore) alla propria presenza scenica, confluendo nello sguardo dello spettatore in cui riverbera la bellezza della parola e dell’azione necessaria, tutto ciò che è inutile non c’è più.
L’indagine si tramuta in applicazione pratica nell’allenamento del corpo dell’attore, nel rafforzamento della sua struttura fisica, nella precisione del suo movimento, nella pulizia del gesto e nella cura della sua sonorità (corpo sonoro: voce, parola, canto), conducendolo a quel grado di “trasparenza” necessario per far vivere il personaggio col respiro dell’uomo.

 

Metodologia

Verifica dello stato psicofisico di partenza
Tecniche di rilassamento e abbandono
Training propedeutico a rafforzare la muscolatura
Studio sul movimento e sul comportamento degli animali
Scomposizione e coordinazione delle parti del corpo
Recupero della memoria fisica e deduzione di una partitura
Studio e composizione della partitura fisica
Analisi dell’azione e del testo
Strutture creative nelle danze tradizionali
Movimento scenico: relazione testo/azione
Relazione spaziale e temporale in scena
Ricerca della voce naturale e tecniche di respirazione
Controllo della sonorità: suono/canto/parola
Coordinazione voce/movimento
Composizione scenica

 

Scheda Tecnica

Il laboratorio è aperto ad un minimo di 8 partecipanti, di cui non importa l’età, la lingua e la provenienza geografica, né la professione, siano essi attori professionisti, allievi attori, danzatori, o provenienti da diverse discipline artistiche o da altre professioni. Il laboratorio è aperto altresì a diversamente abili sia fisici che psichici.

Ha una durata complessiva di 48 ore per otto giorni lavorativi, per 6 ore al giorno.
Per partecipare si prega di inviare tramite mail a selezioni@laboratoriospettacolo.it una esplicita richiesta di partecipazione e un cv artistico (in caso di artisti professionisti), oppure una breve descrizione di sé, dei propri interessi, delle proprie peculiarità e motivazione di partecipazione (se non si hanno esperienze artistiche). In entrambi i casi aggiungere abilità particolari (se si posseggono) e le informazioni anagrafiche (luogo di residenza, età) e i recapiti necessari a essere ricontattati.
Le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento del numero previsto di partecipanti, a cui verranno assegnati dei compiti da preparare per il laboratorio.

Alla struttura ospitante si richiede:

una sala ben riscaldata, di almeno 50mq liberi, possibilmente quadrata un impianto di amplificazione oppure uno stereo con ingresso pin

Ai partecipanti si richiede:

indossare un abbigliamento comodo (elegante, ma non formale, ovvero non ginnico), possibilmente non scuro, che non impedisca nessun movimento del corpo e che non lo stringa, e che non riporti fibbie, scritte o disegni di alcun genere: è preferibile un abbigliamento a strati che faciliti il passaggio tra le varie fasi del lavoro, composto da pantaloni lunghi di lino o cotone, canotte, maglie o camice a manica lunga, due paia di calzettoni spessi e lunghi, un costume da bagno (monocolore), un asciugamano per il sudore e qualcosa per coprirsi durante le pause, una bottiglia d'acqua, un quaderno per gli appunti e una penna.
Laccetti o elastici

 

Per informazioni sul calendario, i luoghi, i costi e le modalità di partecipazione, consultare la sezione NEWS o AGENDA di questo sito, oppure  servirsi del FormMail presente nella pagina CONTATTI oppure chiamare al (+39) 320 0304861

 

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