foto: Danilo Zappulla
 
 

 

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TeatrInGestAzione Gruppo di intervento teatrale che si occupa di ricerca e formazione, pedagogia dell'attore e della creazione scenica, contaminazione artistica, produzione indipendente di spettacoli. Promuove l'arte come veicolo di educazione civile e sensibilizzazione alla diversità come risorsa e non come mancanza, in contesti e realtà caratterizzate dal disagio sociale. Ideatori e fondatori sono Anna Gesualdi e Giovanni Trono. Responsabili del Laboratorio Permanente di Espressione Teatrale con gli internati ospiti dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa. Debuttano a settembre 2008, con lo spettacolo 'la giostra - l'eccezione E' la regola', alla XXIX edizione del Festival Internazionale di Teatro Benevento Città Spettacolo - direzione artistica Enzo Moscato. Già ospiti (in qualità di attori e/o di registi) in diverse rassegne e festival tra cui: Spoleto - Festival dei Due Mondi; Napoli - Festival della Luna Piena; Gubbio - Altro Cioccolato; Napoli - Il Carcere Possibile III e IV edizione (Mercadante Teatro Stabile di Napoli); Montepulciano – Cantiere Internazionale d'Arte. Sono chiamati alla docenza nel corso Operatori teatrali in aree disagiate e strutture carcerarie - coordinatore Antonietta Rame - nel progetto FormArt Lavoro (già progetto Technè) Scuola per i Mestieri dello Spettacolo diretta da Ruggero Cappuccio. Riuniscono a Napoli un gruppo di artisti, con l'obiettivo di elaborare assieme una nuova poetica della scena che segue un particolare stile di lavoro, basato da un lato su un'estetica della sobrietà, della povertà dei mezzi, dall'altro sulla ferrea disciplina del training e sulla continuità del lavoro collettivo.
La creazione stessa avviene secondo principi ispirati ad un'etica del dono e della relazione: la metodologia proposta da Anna Gesualdi e Giovanni Trono si basa sul lavoro giornaliero, sulla costanza di un allenamento fisico e intellettivo, volto a rendere la mente come un muscolo : non c'è una distinzione tra il tempo del training dell'attore e la costruzione dello spettacolo, l'attore apprende una disciplina della ricezione, che lo rende capace di divenire autore concreto delle sue azioni. Una capacità di ascolto dell'altro e della situazione, un virtuosismo dello stare nella relazione, che lo libera dai vincoli della rappresentazione e consegna a ciascuno la responsabilità del proprio atto creativo. Ecco come l'attore-autore conquista il suo talento e lo vede affiorare nel gesto, come qualità della presenza. La creazione nasce dunque dal dialogo fra i vari membri del collettivo e dalla relazione fra le varie componenti espressive : nel nostro teatro movimento, canto, danza, parola, gesto, si rispondono, si richiamano e si continuano, come in una partitura corale, in cui ogni voce è chiamata ad accordarsi con tutte le altre e, contemporaneamente, è portatrice della propria linea melodica, della propria singolarità. La strada su cui viaggiamo è dunque quella della creazione collettiva, ma è anche e soprattutto quella di un teatro 'necessario', che reagisce alle urgenze del suo tempo, aprendo nella scena uno spazio di 'con-senso' (condivisione del senso) di 'dis-senso' ( di pubblica indignazione e di critica condivisa e manifesta) dando voce alle questioni e alle domande più scomode e necessarie.

arte°grado

Ricerca e formazione artistica, pedagogia dell’attore e della creazione scenica, teatro e carcere, contaminazione artistica, produzione indipendente di spettacoli. Promuove l’arte come veicolo di educazione civile e sensibilizzazione alla diversità come risorsa e non come mancanza, in contesti e realtà caratterizzate dal disagio sociale.

 
 
     

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